Antica Vigna Estense

INTRODUZIONE
Il re di Sidone
A cura di: Romana Saccheggiani – Vice Presidente
Associazione Insieme per Rivalta

La Reggia è un luogo magico dove accadono cose straordinarie: si scoprono manufatti, si studiano percorsi, nascono progetti, si educa al luogo, si intrecciano relazioni, vi si dedicano tesi, si ripuliscono giardini, si adottano giovani piante, ci si riconosce oltre che nell’Associazione anche in una Confraternita. Oggi si terrà l’inaugurazione ufficiale dei filari storici ritrovati lo scorso anno dai volontari della Confraternita dei Vignaioli durante la sistemazione e pulizia del giardino segreto. Nonostante siano stati a lungo nascosti
da rovi ed arbusti, dopo la preparazione autunnale e le cure a inizio d’anno, hanno germogliato con vigore inaspettato e le barbatelle sono cresciute a dismisura tra lo stupore generale.
Grazie al contributo triennale del Consorzio per la tutela e la promozione dei vini DOP Reggiano e Colli di Scandiano e Canossa, è stato rifatto l’intero sistema di sostegno dei filari di vite e si potrà di volta in volta provvedere al necessario per la buona crescita delle piante. In aiuto degli adulti sono arrivati i Lupetti del gruppo Scout Rivalta1 i quali, dopo aver partecipato alla zappatura, hanno adottato le giovani piante impegnandosi a seguirne la crescita e regalando ad ognuna il proprio nome. I membri della Confraternita dei Vignaioli si
sono inoltre iscritti ad Arca Regia della Provincia di Reggio Emilia, una Nuova Arca per salvare il grande patrimonio rappresentato dalle antiche varietà vegetali, per divenire custodi di una delle specie vegetali reggiane a rischio estinzione quale appunto il vitigno del Lambrusco di Corbelli.
Ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile questo momento di festa patrocinato dal Comune di Reggio Emilia Progetti Speciali e dalla Provincia di Reggio Emilia Assessorato Agricoltura: Associazione Italiana Sommelier, Biblioteca San Pellegrino – Marco Gerra, Cantina Albinea Canali, Lupetti gruppo Scout Rivalta1, Consorzio per la tutela e la promozione dei vini DOP Reggiano e Colli di Scandiano e Canossa, Lettori volontari Natiperleggere, NonsoloVerde ed Annalisa Masselli.

Dal libro “Il romanzo di Alessandro Magno” di Valerio
Massimo Manfredi.

“Gli abitanti di Sidone, che avevano subito una feroce repressione da parte della guarnigione persiana accettarono con entusiasmo l’arrivo di Alessandro Magno e la sua promessa di restaurare le loro istituzioni. Ma la dinastia regnante era estinta da un pezzo e bisognava scegliere un nuovo re. Così Efestione, su incarico di Alessandro, si trovò un interprete ed iniziò ad andarsene in giro per Sidone in incognito, guardandosi intorno nei mercati, mangiando nelle bettole o lasciandosi invitare ai pranzi ufficiali nelle dimore più prestigiose. Ma non gli riusciva di trovare nessuno che fosse degno di quella carica.

– Ancora niente ? – gli chiedeva Alessandro quando lo incontrava ai consigli di guerra. Ed Efestione scuoteva la testa.
Un giorno, sempre accompagnato dal suo interprete, passò
vicino ad un muretto di pietre a secco che si snodava verso
le colline per un lunghissimo tratto da cui sporgevano le chiome di ogni sorta di alberi: maestosi cedri del libano, fichi secolari, cascate di pistacchi e di meliloti. Sbirciò oltre il cancello e restò stupefatto dalle meraviglie che si presentarono davanti ai suoi occhi: alberi da frutto di ogni tipo, cespugli meravigliosamente composti e potati, fontanelle
e ruscelli, rocce fra cui crescevano piante grasse e spinose che non aveva mai visto in vita sua.
A un tratto apparve un uomo con un somarello che raccontò che quando ci fu la sollevazione contro il governatore persiano, i rivoltosi decisero di incendiare questo giardino, ma egli si mise davanti al cancello e disse che se volevano commettere un simile delitto avrebbero prima dovuto macchiarsi le mani del suo sangue.
– E’ lui il re – affermò Efestione.
– Un giardiniere? – chiese stupito l’interprete.
– Sì. Un uomo disposto a morire per salvare le piante di un giardino che non era nemmeno suo, cosa non farà per proteggere la sua gente e per far crescere rigogliosa la sua città?
E così fu. L’umile giardiniere vide un giorno arrivare una processione di dignitari scortati dalla guardia di Alessandro e fu condotto in gran pompa al palazzo reale per esservi insediato. Aveva grandi mani callose che al sovrano ricordarono quelle di Lisippo, e uno sguardo tranquillo e sereno. Si chiamava Abdalonimo e divenne il miglior re di
Sidone che si ricordasse a memoria d’uomo.”.

Brochure_Colors. copertina pubblicazione giardinoFesta del 2 giugno dall'altogiardino segreto Tacoli Carlotta si cerca fra i dipinti   Il Sindaco Del Rio  in visita letture iniziali mostra vigneto si entra sommelier taglio del nastro Urlo iniziale lupetti