LA RUGIADA DI SAN GIOVANNI “I TORTELLI DELLA DUCHESSA”

Cartolina sito

ore 18,00 gli aperitivi della duchessa

ore 18,00 Lodi alla Reggia: caro amico ti scrivo ………… Mostra di cartoline e “La cartolina che non hai mai scritto”, di Roberto Fantuzzi con Giulia e Sofia Grisendi, Chiara Piccinini e Francesca Nunnari

ore 19,00 I tortelli della Duchessa – a tavola con la corte estense

ore 20,00 Atelier di Carlotta: saluti dalla Reggia, laboratorio per bambini

ore 21,30 GAUDIO show – A Rivalta non ne bastava uno di Sandroni……. con Gaudio, Mattia Catellani e Luigi Melloni ospiti di Sandrone

ore 21,30 I racconti della notte, letture e proiezioni nel giardino segreto per i più piccoli a cura di Biblioteca San Pellegrino-Marco Gerra

La Corte Ducale a EXPO 2015

Pieno successo domenica a Expo. è stato splendido raggiungere e tagliare questo traguardo tutti quanti appaiati INSIEME.

Un pò di numeri:
– una relazione di 6 voci
– una corte di oltre 50 figuranti
– tra cui 8 ortolani
– tre fotografi estensi
– 2 bandiere ufficiali, il tricolore e il gonfalone estense
– una super-banda
– due pulmann
– uno staff completo e specialissimo di coldiretti e……..tanta tanta allegria scambiata con tutti i paesi del mondo.

Un ringraziamento a Sandrone Zigolla da Ruvelta splendido accompagnatore della delegazione

1730 un Potager per una Reggia – 2015 una Reggia per l’Expo

Carlotta - Ventaglio BB no loghi

 

A tavola con gli Estensi, la Reggia di Rivalta riscopre i prodotti della sua terra tra cultura e tradizione
Rivalta, 30 aprile 2015
Il grande complesso monumentale della Reggia di Rivalta è situato a pochi passi dalla città di Reggio Emilia, in una porzione di territorio lievemente collinare compreso tra il Torrente Crostolo e la storica strada statale del Passo del Cerreto. La Reggia fu edificata dal 1724 per volere di Francesco III d’Este e Carlotta Aglae d’Orléans e costituì per decenni un polo di notevole valore culturale, architettonico e artistico: una piccola Versailles, espressione dello stile barocco impreziosita da magnifici giardini alla francese. I moti rivoluzionari di fine Settecento, uniti agli stravolgimenti geopolitici provocati dall’arrivo di Napoleone Bonaparte, decretarono la fine della vita cortigiana del nobile complesso, prima saccheggiato, poi in parte abbattuto e infine trasformato in tenuta agricola dalla famiglia Corbelli, fino ad arrivare ai giorni nostri con l’acquisizione del bene da parte della municipalità di Reggio Emilia. Oggi la consapevolezza sempre più diffusa dell’importanza di valorizzare e riscoprire il comune patrimonio artistico, storico e culturale, ha riacceso l’interesse per questo luogo che rappresenta un forte elemento identitario per tutta la comunità di Reggio Emilia nonché una risorsa a livello Nazionale.
Questo spazio proprio per la sua vocazione agricola e contadina è sopravvissuto ai tumulti rivoluzionari ed agli abbattimenti dei primi anni dell’ottocento ed ha continuato a prosperare nei secoli successivi seguendo le abili regole del fare contadino. Un particolare tipo di vite da Lambrusco di recente ritrovato e selezionato, noto con il nome di “Lambrusco Corbelli”, ricopriva durante tutto l’Ottocento e gran parte del Novecento l’intera frazione di Rivalta ed in particolare l’area della Reggia, disegnando una maglia fitti filari maritati all’olmo.
La riscoperta di figure dell’immaginario locale come “Sandroun Zigolla da Ruvelta” legate alla conservazione del dialetto locale, appunto il dialetto Reggiano, segue di pari passo tutto il percorso di riqualificazione non solo materiale ma anche culturale del luogo stesso.
Occasione imperdibile per EXPO 2015.
Proposte di progetto:
La riproposizione del percorso delle acque in chiave geostorica
La base conoscitiva di questa proposta è costituita da una ricerca, svolta nel 2012, relativa alla storia idraulica del parco Ducale di Rivalta, con lo scopo di documentare, attraverso una mostra, una piccola pubblicazione ed un’esplorazione geostorica, il percorso che, nel settecento, le acque facevano per giungere alla Reggia di Rivalta. L’acqua rappresentava infatti un elemento essenziale per sostenere e alimentare tutto il magnifico complesso monumentale ed i suoi giardini. Il percorso di queste acque, che arrivavano dal torrente Crostolo fino al Parco Ducale consentendo la stessa vita del parco, non soltanto il rigoglio delle piante, ma anche la presenza in esso di fontane, vasche e giochi d’acqua, costituiscono la base della ricerca svolta. Lo sviluppo lineare del percorso è di circa cinque chilometri, esso si snoda a partire dal torrente Crostolo attraverso il Canale di Albinea, il Condotto della Vasca, la Gran Vasca, serbatoio e cuore del sistema idraulico di alimentazione del parco (attuale vasca Corbelli) fino a giungere alla Reggia di Rivalta.
Lungo questo cammino è possibile ritrovare manufatti settecenteschi: chiaviche, scaricatori idraulici, gallerie sotterranee, la stessa vasca Corbelli, pilastrini di sfiato e, giunti all’interno della Reggia di Rivalta ed al suo magnifico giardino segreto, vasche e fontane.
INSIEME DI PROGETTI E REALIZZAZIONI ALL’INTERNO DEL GIARDINO SEGRETOPotager du roi
Il Lambrusco di Corbelli di Firenze o di Rivalta, un vitigno ritrovato
Nel corso della riqualificazione della Reggia, che ogni anno richiama più di 15.000 visitatori, si è deciso
di riportare alla luce il “giardino segreto”. Durante l’opera di pulizia e sistemazione di tale area
sono stati ritrovati due antichi filari di vite, maritati a tutori vivi e pali di legno, già ben visibili anche
su foto aeree risalenti al 1944 (vedi pag. 7 “Antica vigna Estense”).
In questa zona, il Lambrusco di Corbelli è stato spesso ritrovato coltivato insieme a un altro vitigno
autoctono denominato Lambrusco Barghi o Bardi.
È quindi molto probabile che il vitigno ritrovato nel podere di Gaddi Luciano sia il vero “Lambrusco
di Rivalta”.
Il Lambrusco della Duchessa Il vitigno autoctono Lambrusco di Corbelli, recuperato ed ora coltivato nel Giardino Segreto della Reggia di Rivalta, ha conquistato una nicchia prestigiosa nella riserva dei prodotti tipici locali salvati dall’estinzione. Il Salone del Gusto di Torino, tenutosi nel novembre 2014, ha conferito il diploma di Terra Madre, la rete delle comunità del cibo creata da Slow Food, al Lambrusco della Duchessa, vinificato con le uve prodotte dalle piante centenarie della reggia e dalle barbatelle innestate dell’antico vitigno. Il riconoscimento è stato consegnato, nel salone dedicato all’Arca del gusto di Terra Madre all’Associazione Insieme per Rivalta, i cinquecentomila visitatori della manifestazione torinese hanno così potuto scoprire questa rarità enologica reggiana, apprezzata anche per il valore del complesso architettonico che le ha ridato vita. Il Lambrusco della Duchessa è un vino rosso chiaro e secco miscelato con altre varietà di lambrusco.
Il Disegno ritrovato: l’Orto di Carlotta
Ricreare il “potager du roi” attraverso un progetto didattico di coltivazione dell’orto.
Fare un orto oggi è conveniente: permette di mangiare sano, consente di fare attività fisica, di stare all’aria aperta, facilita le relazioni, alimenta le conoscenze e procura soddisfazione. Tuttavia fare un orto alla “Reggia” di Rivalta, o meglio riprogettare una parte dell’antico “giardino segreto”- jardin potager del Palazzo ducale è qualcosa di più. Vuol dire accettare di entrare a far parte dell’eterno ciclo delle stagioni: imparando dalle piante, che sopportano pazientemente il freddo, la grandine, le piogge abbondanti, consapevoli che prima o poi arriverà anche il sole. Il grande lavoro svolto dai volontari dell’Associazione “Insieme per Rivalta” ha dato vita ad un progetto sperimentale di notevole valore sociale capace di coinvolgere grandi e piccini durante tutte le fasi di realizzazione. Fondando le proprie basi sulla raccolta e lo studio di documenti e testi storici è stato possibile sviluppare un’interpretazione attendibile del giardino barocco. Partendo da un estratto del minuzioso disegno del conte Alfonso Tacoli, che nel 1751 ha rappresentato le delizie ducali di Rivalta e i suoi giardini, è nata l’idea di rievocarne l’atmosfera “ricostruendo” una piccola porzione dell’orto frutteto.
I frutti antichi
Lo studio, che ha portato alla ricostruzione di uno dei nove rettangoli da cui era composto il giardino segreto, è stato accompagnato da un ‘accurata scelta delle specie da frutto da introdurre in esso per ricostruirne il disegno.
Il numero delle piante, la loro distribuzione lungo gli allineamenti esatti, riportati nel disegno del Tacoli, sono stati oggetto di studio dettagliato per riprodurre l’architettura del giardino, le sue simmetrie ed orientamenti anche in previsione di future, auspicabili, prosecuzioni del restauro.
Nell’effettuazione di questa scelta si è proceduto in accordo e con il supporto tecnico scientifico della Provincia di Reggio Emilia, settore dell’agro bio diversità, e dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Dipartimento di Scienze della Vita.
Il disegna ritrovato: I giardini ducali di Rivalta, una prospettiva per la città di Reggio Emilia.
Progetto di restauro partecipato di una porzione di parco ducale di Rivalta: il viale che conduce al belvedere
Nella primavera del 2014 si è concretizzato il progetto pilota del recupero di parte dell’antico orto-frutteto Estense della “Reggia” di Rivalta. Quest’opera è stata un banco di prova importante che ha dimostrato la reale fattibilità di progetti sociali a basso costo, con una forte impronta didattica, realizzati grazie al supporto diretto dei volontari dell’Associazione “Insieme per Rivalta” e con il sostegno di realtà pubbliche e soggetti privati interessati a dare il proprio contributo in termini economici o logistici. L’Istituto d’Istruzione Superiore “A. Zanelli”, per antica vocazione vicino ad aspetti di botanica e agraria, ha mostrato interesse per il lavoro svolto partecipando con numerose classi alle visite guidate e proponendosi come interlocutore diretto per dare avvio ad un percorso didattico di formazione volto alla progettazione di alcune porzioni dell’antico parco ducale di Rivalta. Si è creata un’occasione irripetibile di cooperazione, che sta avendo importanti ricadute
sotto il profilo culturale e sociale, offrendo agli alunni la possibilità di entrare in contatto con temi quali la progettazione e il restauro. Il progetto prevede la ricostruzione di uno degli elementi scenici più significativi del parco barocco, ossia la prospettiva centrale che si sviluppa lungo l’asse longitudinale per circa 250 mt.. Vuole essere il primo tassello di un mosaico in perenne evoluzione, un atto coraggioso capace di generare interesse e stimolare la partecipazione diretta di enti pubblici o privati che possono beneficiare di un significativo ritorno in termini di immagine.
QReggia Code
Nell’anno di Expo 2015 la valorizzazione del Palazzo ducale e giardini di Rivalta costituisce un’occasione unica per mettere in rete un bene monumentale dal valore unico, una risorsa per l’intera città. Da qui l’idea di proporre un parco telematico – informatico sperimentale provvisto di idonee postazioni collocate in luoghi significativi, grazie alle quali, sfruttando la tecnologia QR-code, con l’uso di smartphone o tablet sia possibile vedere, leggere e capire in modo rapido la storia di questo luogo. Un progetto economicamente sostenibile e rispettoso della storia del luogo, che abbiamo deciso di chiamare “QReggia Code”, capace di integrarsi con l’evolversi dei progetti di restauro del parco, offrendo spunti visuali alternativi grazie alle proiezioni di immagini d’Archivio e disegni di studio che permettono di apprezzare le antiche prospettive.
Mostre
Predisposizione di mostre relative alla storia del parco Ducale e ai nuovi, numerosi, progetti da allestire sia nelle aree agibili degli interni e dei giardini del Palazzo Ducale che in altri spazi della città per pubblicizzare e valorizzare le proposte progettuali e far conoscere alla città, ed ai visitatori previsti, questa magnifica realtà reggiana.
Visite Guidate
Le visite guidate si sviluppano lungo un percorso che comprende l’ingresso nei seminterrati dell’ala meridionale del palazzo, dove sovente sono allestite mostre tematiche ed è possibile vedere un plastico che rappresenta l’architettura originaria del Palazzo Ducale, prima della demolizione.
Successivamente si introducono i visitatori nel giardino segreto spiegando il luogo sia in chiave storica sia rispetto ai progetti di riqualificazione e ricostruzione in corso di attuazione. Le visite sono condotte da diversi esperti del luogo che arricchiscono, ognuno con il proprio linguaggio e bagaglio di conoscenze, l’approccio a questo magnifico spazio.
Le visite sono organizzate per gruppi di 25 / 30 con rotazioni orarie di circa 30 minuti
Fotografia Europea 2015 – Porfolio Online
Adesione al Circuito OFF 2015 di Fotografia Europea con mostra online a tema “Effetto Terra” con :
“Il Disegno ritrovato: l’orto di Carlotta” – “Il Disegno ritrovato: il grande viale”.
Appuntamenti
Gli appuntamenti del cartellone eventi della Reggia per l’estate 2015 sono incentrati sulle proposte di progetto, volte a valorizzare le eccellenze storico-culturali-alimentari del nostro territorio. Gli stessi vogliono inoltre valorizzare il costante impegno profuso dai volontari dell’Associazione.
DURANTE GLI EVENTI
A tavola con gli Estensi, la Reggia di Rivalta riscopre i prodotti della sua terra tra cultura e tradizione
La Duchessa invita: dall’orto alla tavola, degustazioni stagionali dei prodotti dell’orto che diventano piatti tipici tradizionali reggiani contornati dalle eccellenze enogastronomiche locali: tortelli, erbazzoni, gnocco fritto, salume, parmigiano reggiano, aceto balsamico, lambrusco
Rievocazioni storiche in costume, Mostre con visite guidate alle stesse ed ai giardini della Reggia, Laboratori del gusto, Letture, Laboratori per bambini
Programma:
Domenica 17 maggio VIVI IL VERDE
1730 Un potager per una Reggia – 2015 Una Reggia per l’Expo
INSIEME PER RIVALTA E CAMPAGNA AMICA PER EXPO
Dalle 9 alle 23
9.00 – 13.00 Rivalta delle Acque: un percorso geostorico da Puianello alla Reggia di Rivalta sulle tracce del sistema idraulico settecentesco a cura di Simonetta Notari Regione Emilia Romagna, Stefano Denti Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, Insieme per Rivalta – su prenotazione info@insiemeperrivalta.it340/9775042

Percorso delle Acque

Modalità di svolgimento
Ore 9.00 ritrovo: il punto di partenza è lungo la strada Puianello – Albinea, subito prima del ponte sulla destra, venendo da Albinea, in un piccolo parcheggio.
Ore 10.30 arrivo alla vasca di Corbelli con possibilità di breve visita a Villa d’Este.
In questo punto è presente un bar con servizi.
Ore 11.30 partenza per la Reggia di Rivalta
Ore 12.30 arrivo alla Reggia ed ai suoi giardini, visita al punto di ingresso dell’acqua all’interno del giardino segreto.
Ore 13.30 possibilità di pranzare, previa prenotazione, con la “Bottega Italiana” dello chef Gianni Brancatelli.
Gli orari riportati, a parte quelli del ritrovo, sono indicativi.
Per il rientro da Rivalta a Puianello è libero: a piedi, mezzi pubblici o prevedere altre soluzioni.
Si raccomandano scarpe ed abbigliamento adeguati ad un percorso su fondo naturale.
Il percorso ha una lunghezza di circa 5 chilometri.
In caso di maltempo sarà rinviato.
E’ previsto un numero massimo di 30 partecipanti.

10.0019.30 – “Oasi di Campagna Amica”
Mercato Contadino con Vendita diretta e degustazione dei prodotti della tradizione contadina.
A cura delle aziende agricole e agriturismo Campagna Amica
10.00 – 13.00 e 16.00 – 20.00 – Fotografia Europea – Effetto Terra, a cura del Collettivo Fotografi di Rivalta
10.30 – Presentazione e dimostrazione didattica “Bug Hotel – Rifugio per insetti utili”
Comunicare la Biodiversità, valore essenziale per l’equilibrio ecologico.
A cura di BEE CLUB in collaborazione con WBA, World Biodiversity Association e Campagna Amica
11.00 – Storie di cibo e piccoli insetti, a cura di NatiperLeggere
11.30 – L’orto di Carlotta – semino, trapianto, raccolgo, laboratorio a cura di Insieme per Rivalta
11.30 – 13.00 Visite guidate al palazzo, al giardino segreto ed alla mostra di fotografie del Gruppo Fotografico di Rivalta – Gruppo MED Mente e Desideri “Reggia senza tempo” di Giuseppe Cilloni, a cura di Insieme per Rivalta
13.00 – A pranzo con Cesare Storti – “Spese di tavola”
Un cuoco alla corte estense …, a cura di Agricucina, La Bottega Italiana dello chef Gianni Brancatelli, per info e prenotazioni: ufficiostampa.re@coldiretti.it
15.30 – Vivi il Verde: eventi nei giardini e nei parchi pubblici dell’Emilia-Romagna
I giardini dell’incantamento
In collaborazione con Istituto Beni Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna
Natura “da vivere” secondo le modalità più disparate: visite guidate ai giardini, laboratori, conferenze “sul campo”, percorsi sensoriali, lezioni pratiche, incontri con chi i giardini li cura e li protegge.
16.00 – Rivalta, 1727. Jean de Baillou Commissario per il giardino.
Relatore: Massimiliano Magini
Studi e ricerche sulla vita di un uomo del Settecento, singolare nell’ingegno e a nessuna scienza estraneo.
L’esposizione riprenderà i contenuti dell’intervento tenutosi l’8.11.2014 presso l’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze, nell’ambito del convegno – Ville e giardini medicei in Toscana nella lista del Patrimonio Mondiale – Icomos Ifla. Massimiliano Magini – Jean de Baillou direttore dei giardini Medicei.
Presentazione dei progetti didattici:
Il Disegno ritrovato: l’Orto di Carlotta – Mostra e visite guidate nel “giardino segreto”.
Uno spaccato del nostro paesaggio culturale recuperato grazie al lavoro dei volontari dell’Associazione Insieme per Rivalta: il “potager du roi” della famiglia d’Este.
Presentazione e inaugurazione dell’iscrizione dell’Orto di Carlotta alla rete nazionale degli Orti Urbani di Campagna Amica, a cura di Campagna Amica e Insieme per Rivalta
Il Disegno ritrovato : il grande viale – Un progetto didattico per il parco ducale di Rivalta elaborato dagli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore Antonio Zanelli, con la collaborazione di Insieme per Rivalta
16.00 – L’orto di Carlotta – semino, trapianto, raccolgo, laboratorio a cura di Insieme per Rivalta
17.00 – Degustazioni: gnocco fritto e salume a cura di Insieme per Rivalta
17.00 – Inaugurazione mostra Effetto Terra – Fotografia Europea, a cura del Collettivo
Fotografi di Rivalta
17.30 – Ballata rock del Parmigiano Reggiano e Filastrocca dell’uva e del vino, a cura dei bambini della scuola primaria A. Balletti di Mancasale 1 classificata al concorso Educazione alla Campagna Amica per l’a.s. 2012/2013.
18.00 – Il lambrusco nelle terre di Carlotta – degustazioni a cura di ONAV sezione di Reggio Emilia
18.30 – Le strolghe – Storie da mangiare – Spettacolo de “teatro di cibo” Insieme per Rivalta e Ass. 5T
18.30 – 20.00 Gli aperitivi della Duchessa, a cura dell’Associazione Insieme per Rivalta in collaborazione con Campagna Amica
18.30 – 23.00 – A tutta musica – Rock in Reggia e Musica Live


Collaborazioni:
– Comune di Reggio Emilia
– Istituto Beni Culturali e Naturali Regione Emilia Romagna
– Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale
– Servizio Tecnico Regionale dei Bacini degli Affluenti del Po – Sede di Reggio Emilia
– Provincia di Reggio Emilia Servizio Agricoltura
– Coldiretti con Campagna Amica
– Arch. Franco Zagari
– Arch. Massimiliano Magini
– Dott.ssa Simonetta Notari
– Proff. Cristina Bignami- Dipartimento di Scienze della Vita -UNIMORE Reggio Emilia
– Istituto di Istruzione Superiore “A. Zanelli” prof. Danilo Medici
– Istituzioni scolastiche del Territorio
– Consorzio per la Tutela dei Vini DOC Reggiano e colli di Scandiano e di Canossa
– Agronomo Stefano Meglioraldi
– Azienda agricola Cinque campi di Vanni Nizzoli
– Maioli pianti e frutti antichi
– “Crisoperla” Arboricoltura di Sana Pianta
– Onav delegazione di Reggio Emilia
– Gruppo Scout Agesci di Rivalta 1
– Biblioteca San Pellegrino
– Volontari Natiperleggere
– Associazione Culturale 5T
– Prof. Remo Melloni
– Roberto Fantuzzi
– Giuseppe Cilloni

Intervista Sandrone – cenni storici e bibliografia

Oggi ultimo di Carnevale dove ogni scherzo vale pubblichiamo l’intervista ad uno dei personaggi più celebri di Rivalta: SANDRONE (di Roberto Fantuzzi)

Allora Sandrone è disposto a rispondere a 10 domande di attualità che riguardano la nostra comunità?
Boia dun mond leder,a sun dispost sè a risponder!!! però ci parlo in italiano così ci capiamo tutti.

D) cosa ne pensa delle infiltrazioni delle cosche mafiose nel reggiano?
S) mo lè da un po che ci a avevo nasato la mafia a Reggio, davanti al municipio chiedevo un bianchino e mi davano invecie l’acqua d’orcio,
ai giardini invecie del lambrusco la spuma al cedro se an lè mia mafia questa?

D) io le ho chiesto delle cosche non dei chioschi !!!
S) Ma le cosche sono le mogliere dei coschi ! ve COS CHE ed ghe da fer al dmandi ed mei.

D) allora ci parli della emergenza neve...
S) Che as parla seimper della emergenza neve, della emergenza frane, della emergenza siccità, ma mai ninsuno parla mai della emergenza vino.
ag l’ho po dètta…

D) Cosa farebbe lei sandrone per rilanciare l’economia.
S) A… io non ci avrei dubbi:dobiamo puntarci tutti sulla ricerca che è il nostro futuro.

D) Bravo Sandrone finalmente una risposta assennata!
S) ma i reggiani ci sono già abituati alla ricerca, perchè loro sono avanti, fanno la ricerca del posto di lavoro, dei buoni sconto, ricercano di sparare insomma…

D) I politici cercano di rinnovarsi per riaffezzionare la gente, cosa ne pensa dei politici più giovani?
S) giusto, anche a Res ianno fatto un nuovo sindaco più giovane: as ciama Vecchi !! A sun stè sendeco anche me per un giorno a Rivalta!!

D) E cosa ne pesa di MATTARELLA?
S) Chi?
– MATTARELLA!!
-Chi ?
-MATTARELLA !!!!
– Me a conos sol Maino!!

D) Cosa cambierebbe di Rivalta?
S) il nome: la chiamerei RIO de JANEIRO….Set te che carnevel ag salteva fora..e poi ciavevamo il SAMBODROMO e io di fianco invecie di LAURO GADDI ciavevo una ballerina di samba…e basta domande sono stracotto…

D) ma non siamo arrivati ancora 10???
S) staltra volta adesso devo insoniarmi ancora il carnevale..

 

Brevi cenni storici su Sandrone (di Lauro Gaddi)
Sandrone Zigolla da Rivalta, figura realmente esistita, ci viene raccontato come un simpatico e onesto contadino vissuto a Rivalta durante il periodo estense.
Animato da ferme convinzioni religiose, in quanto alunno del curato del paese, scrisse (forse con l’aiuto di don Domenico Rovatti) dal 1720 al 1767 apprezzati lunari “in dialetto reggiano” con finalità moralizzatrici e utili ammaestramenti spesso in contrapposizione allo sperpero e allo scialacquio che probabilmente si teneva nella vicina Reggia di Rivalta.
Sandrone divenne così il beniamino di tutti: amato dal popolino che lo vedeva come proprio portavoce, e apprezzato dalla classe agiata per via di quella sua ridicola e strampalata arguzia e poesia nel parlare.
Tutto questo ne decretò l’immortalità, infatti la simpatica figura passò dai lunari (tuttora conservati alla Biblioteca Panizzi) al teatro dei Burattini, diventando infine la maschera prediletta dei Modenesi…..

 

E per saperne di più sulla storia di Sandrone ecco una succinta bibliografia:
-Libretto: Di Reggio in Reggia
“Sandroun Zigolla da Ruvelta” Giugno 2013.
In collaborazione con
Associazione Insieme per Rivalta
Circoscrizione Sud
Biblioteca San Pellegrino Marco Gerra
-Prandi E., La maschera di Sandrone è nata nella Reggia ducale di
Rivalta, Il giornale di Reggio, 29 maggio 2007, pag 12.
-Cavicchioli G., Sandrone e il suo papà, Artioli Editore Milano-
Modena 1962 33
-Bellocchi U., 1966. Il volgare Reggiano, Deputazione di storia
patria per le antiche province modenesi Poligrafici Spa Reggio
Emilia, Volume primo
-Bagnoli G., 2012, Reggio Storia, dal n° 129 e successivi. Ed La
nuova Tipolito RE.

Jean de Baillou direttore dei giardini Medicei

… “nella primavera del 1727 il matematico, scienziato e naturalista lorenese Jean de Baillou venne da Parma a Rivalta e progettò un mirabile giardino di delizia per Carlotta Aglae d’Orleans e Francesco Maria d’Este, principi di Modena e Reggio” …

 

 


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Accademia delle Arti e del Disegno – Firenze – 08.11.2014

Convegno Internazionale ICOMOS – IFLA

Vai alla pagina ufficiale dell’Accademia

 

di seguito gli abstract dell’intervento in italiano, inglese e francese.

Jean de Baillou, direttore dei giardini medicei

di Massimiliano Magini

Jean de Baillou (1684 c.ca – 1758) nacque in un piccolo borgo della Lorena da una famiglia dell’antica nobiltà originaria delle fiandre, trasferitasi dapprima in Francia e successivamente in Italia. Fin da giovane venne istruito in matematica e scienze naturali. Divenne socio corrispondente dell’Accademia Reale delle Scienze di Parigi nel 1715 e tre anni dopo si portò da Milano a Parma, presso la corte di Francesco Farnese, duca di Parma e Piacenza, contribuendo ad arricchire le delizie di Colorno, dove ideò un elaborato sistema di approvvigionamento idrico e diresse la realizzazione di numerose fontane e di una grotta arricchita con automi moventi. In quegli anni fece anche diversi esperimenti sulla fusione dei metalli, gli venne affidata la custodia della collezione di pietre preziose di Francesco Farnese e nel 1725 fu nominato Commissario dell’Artiglieria. Tra il 1726 e il 1727 progettò il giardino del Palazzo ducale di Rivalta, dimora di villeggiatura dei principi di Modena, Francesco Maria d’Este e Carlotta Aglae d’Orléans. Antonio Farnese, succeduto al fratello, nominò  il Baillou dapprima Cavaliere e successivamente Commissario delle fabbriche, giardini e miniere del ducato. Pochi anni dopo, a causa della fine della dinastia Farnese e al passaggio del ducato sotto il controllo dei Borbone, gli vennero revocati tutti gli incarichi e nel 1732 fu licenziato dal servizio. Trovò nuovo impiego presso il gran ducato di Toscana a partire dal 1734 e gli furono assegnate le cariche di Direttore generale della Galleria, Intendente delle fortezze, fabbriche, miniere e giardini medicei. Dopo l’estinzione della dinastia de Medici e l’arrivo dei Lorena, il Baillou rimase a Firenze e si dedicò ad arricchire la sua personale collezione di curiosità naturali. La raccolta, divenuta in breve tempo di notevole fama, destò l’interesse dell’Imperatore Francesco I Stefano il quale, nel 1749, decise di acquistarla per 40.000 scudi e collocarla a Vienna, assegnando al Baillou la carica di direttore a vita dell’imperiale gabinetto di cose naturali.

 

Jean de Baillou, a director of the Medici gardens

di Massimiliano Magini

Jean de Baillou (circa 1684 – 1758) was born in a small town in Lorraine into an old aristocratic Flemish family, which moved to France and afterwards to Italy. As a young man he was taught Mathematics and Natural Sciences. In 1715 he became an associate of Royal Accademy of Sciences in Paris. Three years later he moved from Milan to Parma, to stay at the court of Francesco Farnese, the duke of Parma and Piacenza. There he contributed to enhancing the delights of Colorno by designing an elaborate system of water supplies and supervising the creation of numerous fountains as well as of a grotto decorated with moving automata. During that period he conducted several experiments of fusing metals and oversaw guarding of Francesco Franese’s collection of precious stones; in 1725 he was nominated to the position of Artillery Commissioner. Between 1726 and 1727 he designed the garden of the Ducal Palace of Rivalta, a holiday residence of prince of Modena Francesco Maria d’Este and his wife Charlotte Aglaé d’Orléans. Antonio Franese who succeded his brother gave Baillou the rank of Cavaliere and afterwards named him Commissioner for constructions, gardens and mines of the duchy. Some years later after the end of the Farnese dynasty, as the duchy passed under the Bourbons, he was stripped of all his positions and in 1732 was dismissed from service. In 1734 he found a new job in the Grand Duchy of Tuscany where he was assigned to the position of Director general of the Gallery, Intendant of the fortresses, constructions, mines and the Medici gardens. As the Medici dynasty ended and the Lorena arrived, Baillou remained in Florence to dedicate himself to expanding his personal collection of natural rarities. The collection, which rapidly gained considerable fame, intrigued the Emperor Francis’ I curiosity who purchased it in 1749 at a cost of 40.000 scudi and displayed it in Vienna assigning Baillou to the position of life director of the Imperial Natural History Cabinet.

 

Jean de Baillou, directeur des jardins des Médicis

 di Massimiliano Magini

Jean de Baillou (vers 1684 – 1758) naquit dans une petite ville de la Lorraine, dans une veille famille de la noblesse flamande qui déménagea d’abord en France et puis en Italie. Dès sa jeunesse on lui apprit les mathématiques et les sciences naturelles. En 1715 il fut élu membre correspondant de l’Académie royale des sciences de Paris. Trois ans après, il déménagea de Milan à Parme, à la cour de François Farnèse, duc de Parme et Plaisance, où il contribua à l’enrichissement des délices de Colorno en développant un système élaboré d’approvisionnement hydrique et en dirigeant la réalisation de nombreuses fontaines et d’une grotte, ornée d’automates animés. Pendant cette période, il fit plusieurs expériences sur la fusion des métaux, et on lui confia la garde de la collection de pierres précieuses de François Farnèse, puis en 1725, il fut nommé Commissaire de l’artillerie. Entre 1726 et 1727 il dessina le jardin du Palais ducal de Rivalta, une résidence de vacances du prince de Modène, François Marie d’Este et de son épouse Charlotte-Aglaé d’Orléans. Antoine Farnèse, qui succéda a son frère, nomma Baillou Cavaliere e puis Commissaire pour la construction, les jardins et les mines du duché. Quelques années plus tard, en raison de la fin de la dynastie des Farnèse et l’arrivée au pouvoir des Bourbons, on lui révoqua tous ses mandats et en 1732 il fut destitué. En 1734 il trouva un nouvel emploi dans le grand-duché de Toscane où on lui confia le mandat de directeur général de la Galerie, celui d’inspecteur des fortresses, des constructions, des mines et des jardins des Médicis. Après la fin de la dynastie des Médicis et l’arrivée de la Maison de Lorraine, Baillou resta à Florence en se vouant à l’enrichissement de sa collection personnelle des raretés naturelles. La collection, après avoir rapidement acquise une gloire considérable, suscita l’intérêt de l’empereur François I, qui décida de l’acheter en 1749 pour une somme de 40.000 scudi et de la placer à Vienne, en confiant à Baillou le mandat de directeur à vie du cabinet impérial d’histoire naturelle.