Sandrone “Sandoun Zigolla da Ruvelta”

Presentazione
Uberto Spadoni
Assessore ai progetti speciali

La Reggia di Rivalta è un progetto urbano di rigenerazione in divenire che coinvolge la città e ha il suo cuore nella comunità di Rivalta. Un progetto che nel Parco del Crostolo, insieme al Parco del Rodano (con il Mauriziano), compone la cintura verde che si completerà con il Parco del Modolena.
La Reggia di Rivalta coinvolge la comunità nei suoi attori civici: cittadini e associazioni.

Quest’anno, rafforzando la caratterizzazione del luogo vocato alla riscoperta del sedimento della storia, delle tradizioni popolari, agroalimentari, culinarie, culturali, il focus è su “Sandroun Zigolla da Ruvelta”.
Scrive Lauro Gaddi in questo opuscolo “Tutto questo simboleggia la radicata e convinta appartenenza di Sandrone alla sua comunità per la quale non esita ad esporsi in prima persona, valicandone i confini territoriali e pure quelli temporali … se è vero che il suo affetto giunge ancor oggi fino a noi pure con questo contributo.”

Ecco quindi una storia di civismo, una tradizione che guardiamo non con lo sguardo rivolto all’indietro, ma come energia per il nostro presente e per il futuro.

La figura di Sandroun Zigolla da Ruvelta ha sempre suscitato in noi curiosità e fascino , il poeta contadino, arguto e di buon senso che viveva a Rivalta e si rivolgeva alla corte estense in modo irriverente e ironico.
Grazie a Linda Eroli, pronipote di Francesco Sarzi Madidini, abbiamo avuto l’onore di conoscere il prof. Remo Melloni, docente universitario d’arte drammatica, uno dei più importanti storici del teatro popolare e dei burattini che ci ha introdotti in un mondo per molti aspetti nuovo, estremamente interessante.
Ascoltarlo raccontare le storie delle famiglie dei burattinai emiliani e dei loro personaggi ci ha affascinati a tal punto da voler condividere questa straordinaria esperienza con i nostri ormai affezionati compagni di viaggio.
Alla Reggia di Rivalta, nel mese di giugno, due sono le settimane dedicate al personaggio di Sandrone con la conferenza del prof. Remo Melloni “Sandrone: tra Reggio e Bologna, il viaggio di Sandrone lungo la via Emilia”, la mostra “Sandrone alla Reggia di Rivalta, alla scoperta dei lunari” allestita in collaborazione con la Biblioteca San Pellegrino – Marco Gerra e lo spettacolo di burattini “Sandrone re dei mammalucchi” della Compagnia I burattini di Romano Danielli.
Poi i laboratori proposti dalla Casa dei Burattini di Otello Sarzi e gli sproloqui di Sandrone dalle finestre della Reggia, impersonato da Roberto Fantuzzi, tutto merito di Linda, divenuta cara amica.
Un omaggio al teatro, alle famiglie dei burattinai e a ciò che queste rappresentano per la nostra cultura, reso possibile grazie alla disponibilità di persone straordinarie che continuano ad amare e perpetrare l’arte della vita attraverso le vicende e le maschere dei burattini.

Sandroun

“Nonno raccontami una storia”
Linda Eroli
Presidente Associazione 5T

E cosi il mio bisnonno cominciava a raccontare…
Le storie non parlavano mai di cappuccetti rossi o cenerentole, ma di pulci cadute nel brodo, di sedie ballerine e di tutti i personaggi che popolano la baracca dei burattini: le teste di legno.
La mia preferita era Sandrone ai bagni di Salsomaggiore che ebbi anche la fortuna di vedere rappresentata in baracca proprio dal mio bisnonno: Francesco Sarzi Madidini.
Solo in seguito ho appreso si trattasse di un copione, o forse è meglio dire un canovaccio, attribuito alla famiglia Preti e databile a metà dell’800.
Una piece perfettamente contestualizzata nell’epoca in cui la residenza alle terme di Salsomaggiore aveva raggiunto ampia diffusione; molto lontana da noi per ambientazione e riferimenti, ma al tempo stesso assolutamente esilarante e avvincente anche oggi.
Tutto il Teatro di figura tradizionale attinge il suo repertorio alle radici storiche della commedia dell’arte.
Tuttavia l’adesione da parte di un pubblico contemporaneo alle vicende di Fagiolino, Sandrone, Gioppino, Balanzone e compagni, risulta immediata, anche tra i giovani spettatori.
Ha qualcosa di straordinario la spontanea comprensione di codici narrativi e di dinamiche di partecipazione da parte dei bambini più piccoli, anche alla prima esperienza, di fronte alla prorompete comunicativa delle teste di legno.
Si può sicuramente rintracciare un significato di questa immediatezza nelle potenzialità del Teatro di figura di
rispecchiare in modo evidente il gioco del “come se”, del “facciamo finta che”.
I burattini della tradizione riescono però ad avere una capacità di coinvolgimento che va oltre e deve essere attribuita ai caratteri distintivi dei suoi personaggi.
I protagonisti delle vicende sono poveri, deboli, spesso ignoranti e abituati a vivere di espedienti, ma capaci di lanciarsi in imprese temerarie dove nobili e valorosi hanno fallito.
Antieroi popolari che sintetizzano un modello alternativo, un po’ eversivo e fuori dalle regole che rivoluziona dal basso gli schemi del racconto offrendo una prospettiva che mette in luce l’intelligenza e la furbizia dei più deboli.
Il burattino prende la mano all’animatore per dare voce a personaggi liberatori, sineddoche grottesca della possibilità dei più piccoli di sconfiggere la sorte, le convenzioni, ma anche il diavolo o la morte.
Sandrone è una figura preziosa nel pantheon bizzarro che popola il castello dei burattini. Subendo trasformazioni e metamorfosi ci è giunto come personaggio surreale e sgrammaticato, a volte ridotto a “spalla” di Fagiolino, ma capace di irradiare un energia comica deflagrante.
Riconosciamo in lui tanti riferimenti topici che hanno poi alimentato il cinema e la commedia nel nostro paese.

Forse è per questo che riesce ad avere un potere evocativo che va al di là del tempo, unisce le generazioni, rimanendo sempre vivo ed attuale malgrado porti sulle spalle centinaia d’anni travagliati dalla fame, da terribili avventure e dalle bastonate!
Lo vediamo concretamente in occasione delle rappresentazioni teatrali dove un pubblico eterogeneo di adulti, bambini ed anziani è coinvolto in un esperienza collettiva, partecipata con un sentimento condiviso.
Sono tanti gli spettacoli visti ed organizzati nei molti anni di lavoro dedicati alla diffusione della cultura teatrale per le giovani generazioni; sono tanti i cambiamenti sociali e culturali a cui assistiamo che ci aprono interrogativi sull’ attualità di alcune forme di spettacolo.
Tuttavia nel riscontro col pubblico abbiamo sempre la conferma del magico potere che, con semplicità, le teste di legno riescono a sprigionare.
Quindi non ci resta che dire: lunga vita a Sandrone e a tutta la famiglia Pavironica!

Carnevale Parrocchia Sant'Ambrogio di Rivalta Conferenza prof. Melloni Prof. Remo Melloni Roberto Fantuzzi è Sandrone Sandrone_appartenuto_al_burattinaio_Guerrino_Fattori_-_primi_anni_'900_-_Scuola_Paolo_Grassi_Milano Sandrone_di_Filippo_Cuccoli_primo_piano Spettacolo Danielli