La Tela delle Meraviglie

Presentazione:

Graziano Delrio
Sindaco di Reggio Emilia
Immaginare la Reggia di Rivalta e il Giardino come erano, nello splendore di un tempo, è un desiderio realizzabile oggi grazie alla disponibilità dell’Archivio di Stato, che espone al pubblico per visite guidate la tela del conte Alfonso Tacoli in occasione della XIV Settimana della Cultura.
Ciò che ci è negato nella realtà, eppure ancora evocato dal paesaggio
e dall’ala della Reggia, lo troviamo qui descritto su una carta ampia, una pianta dall’alto, recentemente restaurata a cura del Ministero dei Beni culturali.
Davanti a questa mappa possiamo perdere lo sguardo tra aiuole e
simmetrie di quella che fu una piccola Versailles, cercare i segni di oggi, immaginare la Rivalta dell’epoca.
Un sentito ringraziamento va dunque a chi ha reso possibile questa rivelazione:
l’Archivio di Stato, i cittadini e le cittadine di Rivalta che da tempo
operano per la comunità, l’Associazione Insieme per Rivalta recentemente costituita che collaborerà a questo evento.
Un tassello in più per la conoscenza della nostra storia e per rafforzare la nostra convivenza. E’ questo infatti l’obiettivo del Piano di Rigenerazione Urbana dell’Amministrazione comunale nelle Ville e nei quartieri: insieme alla tutela e al recupero dei luoghi urbani e paesaggistici, ritrovare storia e identità, perché siano fattori di condivisione e di esperienze comuni, tra vecchi e nuovi cittadini di ogni età.
Introduzione:

di Romana Saccheggiani
Vice Presidente, Associazione Insieme per Rivalta

In sintonia con gli obiettivi del Comune di Reggio Emilia di incentivare, promuovere e valorizzare il volontariato dei cittadini, è emersa la volontà di costituire un’associazione che riunisse tutte le organizzazioni presenti nella Villa di Rivalta.
E’ nata così l’Associazione culturale, sportiva, ricreativa e di promozione sociale “Insieme per Rivalta”, alla quale hanno già aderito molte delle realtà del quartiere. La stessa, tra gli altri, si pone anche l’obiettivo di favorire l’animazione degli spazi pubblici, con particolare riferimento, in questo caso, alla Reggia di Rivalta, attraverso la realizzazione di eventi culturali e di intrattenimento atti, inoltre, al consolidamento delle relazioni sociali.
Si anticipa, con questo evento straordinario, l’apertura estiva degli eventi alla Reggia di Rivalta offrendo l’opportunità di riscoprire il Palazzo Ducale ed i suoi giardini attraverso la visione della Tela del conte Alfonso Tacoli, restaurata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) e resa alla città in tutto il suo splendore.
Il titolo dato, “La tela delle meraviglie”, scaturisce dall’aspettativa creata dal desiderio di poter affacciarsi a questo preziosissimo documento, rappresentazione fedele della dimora di Carlotta e Francesco d’Este, duchi di Modena e Reggio, e dal piacere di condividere questa esperienza unica con tutti coloro i quali, o per passione, come noi, o per curiosità, ne sono attratti.
La realizzazione di questo momento è stata resa possibile grazie alla disponibilità della Direttrice dell’Archivio di Stato, signora Paola Meschini, alla collaborazione del Comune di Reggio Emilia UdP Progetti Speciali, arch. Anna Cozzini, ed alla partecipazione della dott.ssa Simonetta Notari, della prof.ssa Leda Piazza e di Lauro Gaddi, che ringraziamo sentitamente.

L’INTERVENTO DI RESTAURO SULLA «PIANTA
DE’ DUCALI GIARDINI E PALAZZO … IN RIVALTA».
di Paola Meschini
Archivio di Stato

La «Pianta de’ ducali giardini e palazzo da Sua Altezza Serenissima fatto edificare in Rivalta», datata 26 giugno 1751 e conservata presso l’Archivio di Stato di Reggio Emilia, è un disegno ad acquerello e inchiostro di grandi dimensioni: cm. 288×162. Realizzata su carta foderata con tela, essa era montata con due aste di legno inchiodate ai margini superiore e inferiore.
Probabilmente il montaggio dell’opera è coevo alla sua stesura, per
quanto, mancando nel titolo le prime e le ultime lettere poste alle estremità, si potrebbe desumere che la pianta sia stata leggermente rifilata in tempi non recenti per rimuovere parti danneggiate.
Il disegno è stato realizzato su diversi fogli in carta vergata giustapposti, e presumibilmente tracciato a grafite prima della coloritura finale; esso era incollato a una tela (in tessuto di cotone a fitta tramatura), mediante un adesivo di origine vegetale (colla di farina), e fissato lungo i margini superiore e inferiore a due aste in legno colorate di verde, che risultavano molto tarlate perché attaccate da insetti. Lo stato di conservazione evidenziava numerose sofferenze. Erano ben riconoscibili sul verso dell’opera alcuni interventi integrativi alla tela, effettuati in diversi momenti, e volti a limitare le lacerazioni e le lacune prodottesi.

Si era determinato, inoltre, un forte imbrunimento in corrispondenza
di alcuni colori (ad es. il marrone), per l’avvenuta ossidazione e il degrado acido della carta, causati dai componenti del colore stesso.
Numerose pieghe, provocate dall’azione meccanica di arrotolamento e srotolamento, oltre che dal distacco della tela dalla carta, erano indicative dell’inadeguatezza del montaggio originario, e erano aggravate da abrasioni superficiali dovute a sfregamento e strofinio. Importanti erano anche le lacune e gli strappi, localizzati soprattutto lungo i margini del supporto telato.
Ad aggravare lo stato di deterioramento della pianta erano intervenute successive infiltrazioni di umidità e di acqua.
Un delicato e laborioso intervento di restauro ha consentito, nel rispetto rigoroso dell’opera, un recupero che ne mette di nuovo in risalto il valore estetico accanto a quello di testimonianza storica.
Il disegno è stato accuratamente pulito a secco, e quindi smontato dalle aste rimuovendo i chiodi posti trasversalmente; sono stati meccanicamente asportati residui di adesivo dal verso dell’opera con l’ausilio di spatole  ebisturi; sono stati risarciti gli strappi, intervenendo sul verso della pianta con l’applicazione di sottili fogli di carta giapponese, la stessa impiegata anche per integrare le lacune. E’ stato nuovamente controfondato il versodella tela, per consolidare il supporto senza irrigidirlo, e per mantenere la corretta posizione dei lembi ricomposti lungo le lacerazioni dei fogli giustapposti. E’ stata da ultimo effettuata una foderatura di tessuto-non tessuto leggero, trasparente ed elastico per conferire maggiore sostegno all’insieme dell’opera, e favorirne lo spianamento mediante tiraggio.
Sono state effettuate integrazioni cromatiche delle lacune utilizzando
acquerelli e pastelli morbidi, al fine di avvicinare gli innesti al colore di
fondo della carta originale.
I margini laterali sono stati protetti con nuovo nastro di colore simile
all’originale, e a simiglianza di quello sono state ricostruite nuove aste di montaggio.

Per la conservazione della pianta è stata realizzata una custodia cilindrica di grande diametro, onde consentire un corretto arrotolamento, anche interfogliando il disegno con carta barriera in modo da non provocare abrasioni.
Oggi è di nuovo possibile ammirare l’opera nella sua fragile bellezza; per fare sì che non si verifichino di nuovo, con l’andare del tempo, fenomeni di fotossidazione e di sbiadimento dei colori, deve essere limitata al massimo la sua esposizione alla luce.

 

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